Kosovo

Nel 1999, la Fondazione segue con apprensione le tragiche vicende della guerra in Kosovo e decide di dare il proprio contributo per alleviare le sofferenze del popolo albanese. Facendo appello a tutte le sue energie, in poco tempo raccoglie 80 tonnellate di generi di prima necessità per i profughi del Kosovo. I tir con il prezioso carico, grazie all’interessamento personale del Sindaco di Tirana Albert Brojka, riescono a raggiungere per primi il campo profughi di Piscine: un’immensa tendopoli circondata dal filo spinato che ospita 6000 kosovari, dove mancano anche servizi e generi alimentari primari. L’iniziativa viene avviata tra lo scetticismo generale – soprattutto da parte degli organismi ufficiali che invitavano a lasciare i viveri presso il centro di raccolta di Tirana – ma si conclude con pieno successo. L’idea nasce dalla sensibilità nei confronti di una tragedia in cui le donne e i loro bambini sono le vittime più colpite e si realizza grazie alla sensibilità delle amiche della Fondazione Bellisario, in particolare Giuseppina Perri e Vincenza Cassetta, e di aziende calabresi e salernitane.

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