Palestina

Nell’aprile del 2009, sotto il Patrocinio del Ministero degli Esteri, una delegazione della Fondazione, ha raggiunto i territori israelo-palestinesi per portare un contributo di solidarietà alle madri ed ai figli di una Terra che ultimamente ha subito un conflitto con un accanimento ancora più aspro. Il Console Generale Luciano Pezzetti ha ricevuto, all’arrivo a Gerusalemme, la delegazione a cui hanno preso parte la Presidente della Fondazione, on. Lella Golfo e la Presidente del Comitato Schengen, on. Margherita Boniver, unitamente all’avv. Antonella Volpe e all’ing. Luciana Soriano della Sezione Giovani della Fondazione. Ad accogliere la missione in Terra Santa, è stato il Patriarca latino della Chiesa Cattolica di Gerusalemme, S.B. Fouad Twal. La sensazione da subito è stata quella di un incontro di quelli che lasciano il segno. Con molta amarezza e con altrettanta chiarezza, descrive nei particolari la tragica situazione tra i due Popoli ormai in guerra da 60 anni. Qui “nessuno vince e nessuno perde”! È inspiegabile come una Terra, colma di tanta spiritualità, possa essere continuamente massacrata dall’odio e dalla sopraffazione degli uni sugli altri. La libertà di preghiera, espressione più profonda dell’essere umano, si infrange di fronte alla burocrazia dei check-points territoriali e l’uomo viene privato della sua dignità. L’unica vera soluzione, auspicata dal Patriarca, è la conversione dei cuori, al di là di ogni discriminazione tra Popoli e religioni. Di là a poco, percorrendo strade sbarrate e fiancheggiando muri che ci ricordano altre dolorose situazioni del passato, raggiungiamo Ramallah per incontrare, nello storico palazzo della Muqata – sede del Governo dell’Autorità Palestinese – il Capo di Gabinetto del Presidente Abu Mazen, Rafik Husseini; il Sindaco della città, Janet Mikhail e l’architetto Svad Amiry, incaricata del recupero del patrimonio culturale palestinese. All’Ospedale Augusta Victoria di Gerusalemme Est ci attende il Direttore, dottor Tawfik Nasser, che illustra le potenzialità della struttura specializzata nella cura medica e psico-sociologica dei tumori che colpiscono le donne e i bambini palestinesi. Questa moderna realtà ospedaliera vive grazie al sostegno della cooperazione italiana, al contributo di alcune aziende del nostro Paese e da oggi può contare anche su quello concreto delle amiche della Fondazione Marisa Bellisario. Per comprendere meglio la complessa situazione, a guidare la rappresentanza nei reparti, è la dottoressa Sawsan Aranki-Batato, che racconta la triste realtà della tardiva diagnosi del tumore al seno delle donne palestinesi, costrette a negare ai mariti, l’insorgere del proprio male per timore di essere abbandonate. Quando le donne arrivano in questo ospedale, dice la dottoressa Aranki-Batato, è una corsa contro il tempo. Questa iniziativa di solidarietà si conclude nell’orfanotrofio di Suor Sophie, Premio Bellisario 2002. Già nel lontano 2003 una delegazione della Fondazione aveva portato un contributo in danaro per sostenerne l’attività. Oggi come allora, dall’ abbraccio affettuoso e pieno di gratitudine di Suor Sophie Boudrie, traspare la sua tenacia nel dare dignità a tanti bambini abbandonati. Nella tristezza di saperli orfani e soli al mondo, colpisce la loro serenità e la loro gioia. Ne La Créche trovano accoglienza bambini dai 0 ai 6 anni, curati ed amati da quattro suore che dedicano quotidianamente la loro vita al ruolo di madri e di padri di tutti loro.

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